STUDIO DI PSICOLOGIA E PSICOTERAPIA A ROMA --VIA A. POERIO, 76/A - 00152---tel. 065898817 --tel. 065813381 --cell.3396063155 -
-- -- -- -- -- -- --

---------------- Obesità e sovrappeso

 

L’obesità rappresenta ancora oggi, dal punto di vista eziopatogenetico, un enigma: coinvolge il mangiare ed il corpo nella sua totalità, inteso anche come mezzo di relazione, di espressione e di comunicazione.
I pazienti, nei quali l’obesità è connessa con problemi psicologici, possono dividersi in due categorie:

  1. Obesità di sviluppo: è strettamente intrecciata con tutto lo sviluppo del paziente, accompagnato da molte altre caratteristiche di distorsione della personalità.
  2. Obesità reattiva: viene chiamata così perché potrebbe essere eliminata con la rimozione del fattore casuale. Questo tipo di obesità è la forma più comunemente riscontrata nell’adulto, si impianta in risposta ad un trauma emotivo.

L'obesità di sviluppo è l’espressione disturbata di una relazione oggettuale madre-bambino che non facilita il processo di separazione e differenziazione.
Si presuppone che la madre, non tollerando che il figlio elabori per proprio conto la sensazione della fame e che esprima desideri autonomi, imponga il suo ritmo alimentare, rimpinzandolo senza che lui manifesti il desiderio di essere nutrito.
Il bambino acquisisce in maniera distorta il principio della fame e della sazietà e percepisce il cibo come un valore rassicurante dei propri problemi in maniera esagerata.

L’obesità è un sintomo di sofferenza e solo un'indagine psicologica può valutare le cause individuali di insorgenza del comportamento iperfagico e che tipo di funzione svolga tale sintomatologia nell’economia psichica della personalità.

Bisogna sfatare dei pregiudizi in cui l’iperfagia procuri una gratificazione perchè in realtà il paziente obeso si abbandona al sintomo compulsivo di mangiare senza provare “né fame, né piacere, né sazietà”, ha solo bisogno di riempire “un vuoto interiore".
Infatti alcuni studi sostengono che l’individuo obeso sviluppi una vera e propria dipendenza da cibo, per molti aspetti simile ad altri tipi di dipendenza come ad esempio l’alcoolismo o la dipendenza da droghe.

L'obesità reattiva si manifesta in quei soggetti le cui storie personali rivelano che gli aumenti di peso sono relazionati a determinati eventi penosi o a particolari cambiamenti nel modello di vita.
Si tratta in genere di reazioni comportamentali a situazioni di perdita, come lutti o separazioni, ad avvenimenti che attivano angosce di morte, come gravi  malattie, infortuni, interventi chirurgici che possono produrre delle grosse sofferenze a livello narcisistico, a stati di insoddisfazione, come mancanza di realizzazione professionale o assenza di legame affettivo.

La spiegazione psicoanalitica della iperfagia che porta a questo tipo di obesità “reattiva” si ricollega al concetto di “regressione”. In altri termini, riporta l’individuo ad uno stadio dello sviluppo che comporta notevoli gratificazioni: egli torna a cercare il proprio piacere, in un dono che è stato comune a tutti nello sviluppo autogenetico, cioè  il mangiare.

Un esempio classico di obesità reattiva è quella che può insorgere in momenti fondamentali della vita di una donna: pubertà, gravidanza e menopausa.
Il corpo sessuato pone le giovani adolescenti di fronte all’immagine nascente della loro femminilità e quindi ponendole di fronte ai compiti dell’età adulta, soprattutto la paura della sessualità e del rapporto con l’altro sesso.
Attraverso l’assunzione di peso corporeo, ci si mette al riparo dalle angosce che “il diventare donna” comporta.

Un’obesità reattiva può insorgere in conseguenza di una gravidanza conflittuale. Infatti l’iperfagia può essere una risposta contro le potenti angosce che si scatenano in donne che non hanno risolto le fondamentali problematiche della dipendenza, dell’autostima e dell’identità.

Altra età tipica, per l’accrescimento ponderale, nelle donne è la menopausa, un momento traumatico perché esse sentono messa in discussione la loro identità psicosessuale, le loro potenzialità di attrarre e costituirsi come oggetto del desiderio altrui.

 

PRINCIPALI SERVIZI:

COLLOQUIO CLINICO

SOSTEGNO PSICOLOGICO:

al singolo, alla coppia, all'adolescente e alla famiglia, indiretto, alla donna (in caso di sterilità, parto, aborto, depressione post/partum e menopausa), in caso di trattamento ---dietetico

PSICOTERAPIA

MEDIAZIONE FAMILIARE

CONSULENZA  PSICOLOGICA E

stalking, mobbing e straining, burn out, indebitamento ed usura

CONSULENZE ONLINE

Copyright © 2011 eugeniacardilli.it